L’Esecutivo si adopera per una cooperazione internazionale più mirata e un aiuto umanitario rafforzato
Berna, 24.06.2026 — Nella sua seduta del 24 giugno 2026, il Consiglio federale ha definito l’orientamento della cooperazione internazionale dal 2029. In futuro la Svizzera strutturerà la propria cooperazione allo sviluppo in modo più mirato, le competenze saranno ripartite più chiaramente tra la DSC e la SECO e l’aiuto umanitario sarà rafforzato. In questo modo la Confederazione risponde al mutato contesto geopolitico accrescendo l’efficacia della propria cooperazione internazionale e contemporaneamente realizzando risparmi per alleggerire il bilancio federale. Il quadro finanziario della cooperazione internazionale rimarrà praticamente invariato, attestandosi a circa 2,4 miliardi di franchi all’anno. Dal 2027 le misure adottate comporteranno una riduzione di circa 20 milioni di franchi all’anno. Il DFAE e il DEFR sono stati incaricati di elaborare, su questa base, il progetto di consultazione relativo alla Strategia di cooperazione internazionale 2029–2032.
Nell’ambito del pacchetto di sgravio 27 è stata effettuata una verifica della cooperazione internazionale (CI). Nell’agosto del 2025 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) di valutare le modalità per sfruttare al meglio le sinergie tra la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO). I parametri di riferimento approvati oggi dal Consiglio federale si basano inoltre su una valutazione esterna della CI della Svizzera.
Chiara ripartizione delle competenze tra la DSC e la SECO
Il DFAE e il DEFR continueranno a condividere la responsabilità della CI. In futuro, tuttavia, le competenze saranno ripartite secondo il principio «un Paese, un ufficio». Verranno inoltre definite con maggiore precisione le priorità geografiche e tematiche.
La DSC si concentrerà sui Paesi a basso reddito, in particolare in Africa e in alcune regioni dell’Asia. La SECO invece focalizzerà i propri interventi sui Paesi a reddito medio, nei quali darà la priorità alla creazione di condizioni quadro favorevoli al commercio e agli investimenti al fine di generare un benessere comune. Questa ridefinizione delle priorità implicherà anche il ritiro della cooperazione allo sviluppo dall’America latina, mentre la SECO si occuperà della cooperazione con l’UE, i Balcani occidentali e alcuni Stati asiatici. La scelta dei Paesi prioritari si baserà, come avvenuto finora, su priorità ben definite: in primo luogo le esigenze locali, poi gli interessi della Svizzera e infine il valore aggiunto specifico che il nostro Paese può apportare rispetto ad altri donatori.
Dal punto di vista tematico, la DSC e la SECO continueranno a concentrarsi sui propri compiti principali. La DSC metterà in primo piano le questioni legate alla salute, allo Stato di diritto, al clima e alla migrazione; la SECO punterà soprattutto a rafforzare il settore privato, ad assicurare una crescita economica inclusiva e catene del valore sostenibili, e a diversificare le relazioni economiche.
Sarà inoltre ridefinita l’implementazione del contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell’UE nel settore della coesione. Dal 2028 il DEFR ne assumerà la guida operativa in qualità di agenzia di attuazione. Da parte sua, il DFAE si occuperà degli aspetti legati alla diplomazia e alla politica estera.
Rafforzamento dell’aiuto umanitario
Le guerre, le crisi e le catastrofi naturali sono in aumento in tutto il mondo. Per poter fornire un aiuto rapido ed efficace, il Consiglio federale ha deciso di rafforzare l’aiuto umanitario, che in futuro si concentrerà sulle situazioni di crisi acuta e sull’aiuto di emergenza. In caso di conflitti o crisi di lunga durata, l’intervento potrà essere portato avanti e integrato all’occorrenza con misure per la riduzione dei rischi e il miglioramento della resilienza.
La quota destinata all’aiuto umanitario nel bilancio della CI, che attualmente si situa intorno al 26 per cento, aumenterà fino al 40 per cento circa. In questo modo l’Esecutivo intende tenere conto di un’evoluzione che si è manifestata chiaramente negli ultimi anni. Tra il 2020 e il 2025 ha dovuto chiedere al Parlamento 13 crediti aggiuntivi per scopi umanitari; nei quattordici anni precedenti le richieste di questo tipo erano state solo sei. Il sostegno costante mostrato dalle Camere federali testimonia la grande solidarietà della Svizzera nei confronti delle persone in stato di bisogno.
Le organizzazioni multilaterali rimangono un pilastro fondamentale della CI. In futuro, i contributi saranno erogati in base a criteri chiari: determinanti saranno la conformità con gli obiettivi della strategia CI, le possibilità per la Svizzera di esercitare un’influenza e la coerenza con la politica svizzera di Stato ospite e con gli interessi del nostro Paese nelle istituzioni finanziarie internazionali.
Aiuto umanitario e diplomazia di pace manterranno un orientamento geografico universale e potranno essere impiegati in tutto il mondo.
Maggiore efficacia ed efficienza
La maggiore focalizzazione della CI ne aumenterà l’efficacia, l’efficienza e la coerenza, assicurando al contempo il necessario margine di manovra finanziario. Dal 2027 al 2030 si prevede di realizzare risparmi complessivi pari a circa 113 milioni di franchi a beneficio del bilancio federale. Ciò comporterà anche una riduzione dell’organico per un totale di circa 100 posti di lavoro, due terzi dei quali a carico del personale locale all’estero e un terzo tra le collaboratrici e i collaboratori della Confederazione. Tra il personale locale sarà necessario procedere a licenziamenti. Per quanto riguarda le collaboratrici e i collaboratori della Confederazione, le riduzione avverrà attraverso fluttuazioni naturali del personale e trasferimenti interni.
Il DFAE e il DEFR si occuperanno congiuntamente dei necessari adeguamenti organizzativi. Il Consiglio federale ha incaricato i due Dipartimenti di introdurre dal 2027 le misure previste dal programma di sgravio e, sulla base dei parametri approvati, di presentare entro la primavera del 2028 il progetto di consultazione sulla Strategia di cooperazione internazionale 2029–2032.
