Rapporto sulle attività della Svizzera nel settore della politica migratoria estera 2025
Berna, 19.08.2026 — Anche nel 2025 la Svizzera ha incentrato la propria politica migratoria estera su protezione degli sfollati, miglioramento delle prospettive nelle regioni d’origine e nei Paesi di transito, sostegno ai Paesi di accoglienza sottoposti a maggiore pressione, prevenzione della migrazione irregolare e dei rischi associati e ritorno delle persone non bisognose di protezione. È quanto emerge dal rapporto annuale sulla politica migratoria estera della Svizzera, adottato dal Consiglio federale il 19 agosto 2026.
Nel 2025, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR o UNHCR) ha registrato oltre 117 milioni di sfollati o rifugiati. Per la prima volta dal 2016 il numero è in leggero calo rispetto all’anno precedente, di quasi il 5 per cento, anche per effetto dei primi ritorni in Siria, dove la situazione è tuttora estremamente fragile. A livello mondiale resta tuttavia elevato il numero di persone bisognose di assistenza e protezione.
Nel 2025 sono state presentate in Svizzera 25 781 domande d’asilo, il 7,1 per cento in meno rispetto all’anno precedente, e 12 897 domande per lo statuto di protezione S, in calo del 22,4 per cento rispetto al 2024. Al 31 dicembre 2025 la Svizzera contava 71 762 titolari dello statuto di protezione S. Il 4 novembre 2025 il Consiglio federale aveva deciso, in linea con l’Unione europea, di non revocare lo statuto di protezione S prima di marzo 2027, a meno di una stabilizzazione duratura della situazione in Ucraina. Dal 1° novembre 2025, inoltre, nel concedere la protezione provvisoria si distingue tra le regioni ucraine in cui il ritorno è considerato esigibile e quelle in cui non lo è.
Decisioni in merito al Patto UE
Nel 2025 i rapporti con l’Europa hanno avuto un ruolo centrale nella politica migratoria estera della Svizzera. In seguito all’adozione del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’Unione europea (Patto UE) da parte del Consiglio dell’UE e del Parlamento europeo, nel settembre 2025 il Parlamento svizzero ha deciso di recepire gli elementi della riforma vincolanti per la Svizzera in virtù della sua associazione a Schengen e Dublino, ponendo le pertinenti disposizioni in vigore il 12 giugno 2026. Le Camere federali hanno inoltre deciso che la Svizzera parteciperà, in linea di principio, al meccanismo di solidarietà dell’UE, a condizione che gli altri Stati Dublino rispettino sostanzialmente gli impegni assunti nei confronti del nostro Paese. La partecipazione effettiva richiede la conclusione di un accordo con l’UE, che il Parlamento dovrà approvare. Nel 2025 la Commissione europea ha anche proposto un nuovo regolamento UE sui rimpatri, la cui adozione formale è prevista per quest’anno.
Nell’ambito del credito quadro «migrazione», parte del secondo contributo svizzero, nel 2025 il Consiglio federale ha approvato, per la fase 2025–2029, gli accordi bilaterali di attuazione con Grecia, Bulgaria e Cipro. I fondi disponibili ammontano complessivamente a 60 milioni di franchi. La cooperazione riguarda i settori asilo, ritorno e reintegrazione, integrazione e infrastrutture. Nel 2025 la Svizzera ha inoltre continuato a sostenere, tramite il Rapid Response Fund, anche gli Stati sottoposti a particolare pressione migratoria alle frontiere esterne dell’UE o fortemente sollecitati dall’accoglienza di profughi provenienti dall’Ucraina.
Cooperazione extraeuropea
Al di fuori dello spazio Schengen la Svizzera ha intensificato la cooperazione con diversi Paesi lungo le principali rotte migratorie verso l’Europa. Ha concluso un accordo di migrazione con l’Egitto e convenuto di rafforzare la cooperazione in ambito migratorio con l’Algeria. Inoltre, è entrato in vigore l’accordo di cooperazione con la Repubblica Democratica del Congo e, per la prima volta, si è svolto un dialogo migratorio con l’Etiopia. Parallelamente, la Svizzera ha continuato a sostenere progetti in loco per migliorare le condizioni di vita di rifugiati e migranti, creare prospettive e favorire una reintegrazione duratura dei rimpatriati.
Le iniziative internazionali volte a proteggere i rifugiati sono state tematizzate anche in occasione del Global Refugee Forum Progress Review, organizzato congiuntamente a Ginevra dalla Svizzera e dall’ACNUR. Inoltre, i 17 Paesi partecipanti alle Intergovernmental Consultations on Migration, Asylum and Refugees, sotto la presidenza svizzera, si sono incontrati a Zurigo e Interlaken per discutere le possibilità di sfruttare al meglio il potenziale della migrazione per il mercato del lavoro.
