Il consigliere federale Beat Jans incontra il presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo Mattias Guyomar
Berna, 31.03.2026 — Il 30 marzo 2026, il ministro della giustizia, Beat Jans, e il presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU), Mattias Guyomar, si sono incontrati a Berna. Il Consigliere federale ha ribadito l’impegno della Svizzera a favore dell’adesione al Consiglio d’Europa e al sistema della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), sottolineando l’importanza fondamentale del principio di sussidiarietà nell’attuazione della CEDU. Alla luce delle attuali sfide nel settore della migrazione, il rispetto di tale principio assume un’importanza particolare. Il Consigliere federale ha inoltre accolto con favore il nuovo dialogo istituzionale, promosso dalla Svizzera e dai Paesi Bassi, tra gli Stati membri e il presidente della Corte EDU, volto a rafforzare il principio di sussidiarietà nel rispetto dell’autonomia della Corte EDU.

Il presidente della Corte EDU, Mattias Guyomar, si è recato lunedì a Berna su invito del presidente della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati, Andrea Caroni. Al termine della visita si è tenuto un incontro con il consigliere federale Beat Jans.
In tale occasione, il Consigliere federale ha ricordato che il Consiglio d’Europa e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) sono stati creati dagli Stati per tutelare i valori fondamentali essenziali per sé stessi e per le loro popolazioni. Spetta quindi in primo luogo agli Stati contraenti garantire il rispetto e la tutela dei diritti e delle libertà sanciti dalla CEDU, come previsto dal principio di sussidiarietà. L’attuazione efficace della CEDU è quindi una responsabilità condivisa tra gli Stati contraenti e la Corte EDU.
Il presidente della Corte EDU Guyomar e il consigliere federale Jans hanno inoltre affrontato temi di attualità quali il ruolo della Corte EDU in materia di migrazione e la sentenza della stessa in relazione all’associazione Anziane per il clima.
L’attuale discussione sulla migrazione e i diritti dell’uomo all’interno del Consiglio d’Europa risale alla lettera aperta pubblicata nel maggio 2025 da nove Stati membri in merito alla giurisprudenza della Corte EDU sull’espulsione di autori di reati condannati. Questa discussione è stata ripresa nell’ambito di una dichiarazione politica, attualmente in fase di elaborazione in seno al Consiglio d’Europa. In questo contesto, la Svizzera si impegna a favore di un approccio basato sui fatti e orientato ai risultati, del rafforzamento del principio di sussidiarietà, nonché della salvaguardia del sistema convenzionale della CEDU e dell’autonomia della Corte EDU.
In merito alla sentenza della Corte EDU sulle questioni climatiche, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa aveva sottolineato, già nell’autunno del 2025, gli sviluppi positivi della Svizzera in materia di protezione del clima. Il Comitato dei Ministri riprenderà i lavori presumibilmente nel dicembre 2026. Fino ad allora, la Svizzera continuerà a fornire aggiornamenti sugli sviluppi più recenti.
Rafforzare il dialogo istituzionale
Il consigliere federale Jans e il presidente Guyomar hanno sottolineato l’importanza di un dialogo costruttivo tra i membri del Consiglio d’Europa e la Corte EDU. Tale dialogo deve rispettare le competenze autonome della Corte e promuovere una migliore comprensione dei margini di manovra nazionali in materia di attuazione. Istituzioni forti devono poter agire in modo indipendente, nel rispetto reciproco. Proprio in tempi geopoliticamente difficili, la loro stabilità è fondamentale per la tutela dei diritti dell’uomo, della democrazia e dello Stato di diritto. Un dialogo istituzionale contribuisce a consolidare questa stabilità.
