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Comunicato stampaPubblicato il 23 maggio 2026

La Svizzera e il Marocco concludono un accordo in ambito migratorio

Berna, 23.05.2026 — Svizzera e Marocco rafforzano la cooperazione negli ambiti migrazione, sicurezza, formazione et cooperazione economica. A Rabat, il 22 maggio 2026, il segretario di Stato della migrazione, Vincenzo Mascioli, e il direttore della migrazione e della sorveglianza delle frontiere, Khalid Zerouali, hanno adottato un accordo che disciplina le procedure di ritorno. Queste iniziative riflettono la dinamica positiva che caratterizza le relazioni tra i due Stati.

In occasione della terza riunione del Gruppo misto permanente sulla migrazione (GMPM), il Segretario di Stato e il suo omologo marocchino hanno adottato un accordo che formalizza la cooperazione in materia di ritorno delle persone in situazione irregolare. Questo prevede una procedura accelerata in ambito di identificazione e ritorno.

La riunione si è svolta nel solco della visita a Berna, il 24 aprile 2026, del ministro degli affari esteri marocchino, Nasser Bourita, che in quell’occasione aveva incontrato il consigliere federale Beat Jans. Durante il colloquio i due ministri avevano sottolineato il carattere prioritario della cooperazione in ambito migratorio, specialmente per quanto riguarda il ritorno.

Svizzera e Marocco hanno anche convenuto di rafforzare la cooperazione economica e il miglioramento delle prospettive socioprofessionali sul posto. Dal 2025, il Marocco è diventato un Paese prioritario per la cooperazione economica allo sviluppo della Svizzera. È stato inoltre concordato di rafforzare la cooperazione in materia di polizia, in particolare attraverso iniziative mirate nel campo della formazione e tramite lo scambio di competenze.

Il Marocco è un partner fondamentale per la Svizzera e riveste un ruolo strategico nella gestione delle sfide migratorie in Africa del Nord. Da molti anni infatti i due Paesi intrattengono un’eccellente collaborazione in questo ambito e coordinano il rispettivo impegno a livello regionale nel quadro del Processo di Rabat, che nel 2026 è presieduto dalla Svizzera.